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Secondo album per questo gruppo di Jerez de la Frontera, a distanza di quasi dieci anni dal buon esordio "Tras el puente". Il rock sinfonico molto delicato del sestetto andaluso può essere situato al crocevia tra un Prog melodico alla Camel, il Canterbury, il folk (avrei visto bene alcuni momenti di questo disco nella colonna sonora del "Signore degli Anelli", soprattutto grazie al flauto di Pepe Torres) e il new Prog... con un piccolo tocco di rock andaluso. Il rischio per proposte di questo genere (al 90% strumentali oltre tutto) è di risultare un po' noiose e ripetitive alla lunga; gli Omni riescono ad evitare sia l'una che l'altra minaccia, riuscendo a confezionare 8 tracce di buona complessità, ben costruite, con belle atmosfere che alternano momenti pacati ad aperture sinfoniche. Queste ultime non sono mai sopra le righe, riuscendo il gruppo tuttavia a mantenere la musica su toni delicati, spesso soffusi, ma mai immobili, pieni di sentimento e poesia. Riusciamo persino ad accogliere piacevolmente alcune parti di sassofono, che farebbero molto pianobar...! Il disco è composto da 8 titoli, come detto, tra i quali si mettono in evidenza il brano d'apertura "Casapuerta", la successiva title-track, in cui compare il cantato di Salvador Velez, e poi la lunga e composita "Ronda de las dunas"; in tutte si nota però un gran lavoro di composizione e notevoli parti strumentali, con una bella chitarra molto melodica. Si tratta in sostanza di un lavoro la cui eleganza e raffinatezza si sposa egregiamente alle sonorità nord europee, cui fa da contraltare il sentimento tipico dei musicisti andalusi. La riuscita è senz'altro positiva